A Potenza Picena il mare è un enorme vano
d’acqua finito, dal soffitto molto basso
o infinito. La spiaggia è calma e l’occhio
segue un raggio dal cane per trovare
il padrone. Questa mia è un’esperienza
litorale su rotaia, una moderata rassegnazione
adriatica dal vetro del treno.
Chissà come finirà con l’editore, chissà
chi licenzierà il mio disco. Lei scende
l’avevo ritratta con la furtività che mi contraddistingue.
Marco dorme
e con lui le Marche tutte, l’appagante speculazione edilizia
le palme chiuse come pennelli da barba.

Copytight Alessandro Fiori